Quaderno di esercitazioni

Che cos’è “Quaderno di esercitazioni”?

Questo progetto è un lavoro sulla dimensione e conseguente alterazione del tempo emozionale e psicologico, contro l’ordine di quello cronologico e convenzionale, in una dimensione affettiva profonda tra due individui “sconosciuti” che si incrociano e si dissolvono in uno strano labirinto di specchi, come due linee in contrappunto di una fuga. Uno studio analitico sugli orrori delle alterazioni umane nelle forme comunicative moderne, rileggendo, in una chiave assolutamente pessimistica e catastrofica, l’assenza totale di un profilo spirituale e sentimentale dell’ essere umano che si configuri funzionale e realizzato agli schemi preconfigurati e performanti di un certo contesto , – quindi anche un attacco trasversale e mirato a una certa idea funzionale e strumentale di arte, nel soffocante regime e disfacimento irreversibile della società attuale e medio borghese, che si erige e si costringe nel vacuo della sua identità materiale, per poi scagliarsi a picco, nelle profondità del suo stesso abisso.

La storia: una giovane donna, salendo le scale per andare a studiare dalla sua insegnante di musica, da un appartamento di quello stesso palazzo, scorge una chiave, dimenticata fuori ad una porta chiusa. La donna esita, in un primo momento è tentata di bussare, poi desiste, si fa coraggio ed entra dentro, senza avere idea di chi o cosa possa mai incontrare, dimenticando la sua lezione e la sua destinazione pomeridiana.

In quell’appartamento vive un misterioso medico di notte (o di guardia), che in quel momento sta cucinando da solo e sta apparecchiando la tavola. La donna si addentra nella casa di quell’uomo, entra in cucina, si siede al suo tavolo, beve dal suo bicchiere. Da quel momento i due personaggi vengono rivisitati e scorporati in una dimensione altra e misteriosa, a cavallo tra l’eclissi percettiva di una situazione surreale e del tutto insolita e alterata, – per l’irruzione inspiegabile e clandestina di una studentessa di musica nell’appartamento di un medico di notte –, ma anche per quanto evochi, nella loro rispettiva memoria di astrazione e nei loro complessi processi relazionali, la singolare opportunità di messa in gioco e di confessione reciproca dei loro segreti e dei loro mostri, di fronte a quel mutamento dalla rotta ortodossa, che solo in quel luogo e in quella circostanza ritrovano un loro flusso misterioso e inspiegabile, oltre le stenosi dei loro trascorsi individuali passati.

Soprattutto quando la donna decide di insegnare al medico la lettura delle note musicali dal suo quaderno di esercitazioni, pur non essendo, come ripete più volte, una musicista. Intanto, in quella casa in apparenza silenziosa, – così come il palazzo di persone tutte sconosciute, che non si salutano mai o forse non più – e durante questo silenzioso addestramento di nuovi codici espressivi e semantici, si forma qualcosa dentro e intorno a loro due, forse a loro insaputa. Un lavoro misterioso e terrificante sull’ impossibilità di una realizzazione profonda e più intima di un essere senza l’amore. L’esercitazione di un canto, collettivo e isterico, quanto un esorcismo sul senso inspiegabile della vita, della morte e del sogno in un tempo di nuovo buio.

È tutto?


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