Promenade Fatale (Love Letters)

   



Sinossi

Anny è una donna che vive da sola. Ospita per qualche giorno suo nipote Augusto, sordomuto, con il quale esce per una passeggiata pomeridiana.

Durante la loro assenza due individui sconosciuti e vestiti di nero, uno dei quali con un grande mazzo di fiori, si introducono nell'appartamento di Anny, rovistando in ogni angolo, alla ricerca di denaro e di oggetti preziosi, ma trovando solo lettere d'amore, conservate con premura e per piccoli gruppi in nastrini dai colori diversi, lettere che solo uno dei due ladri distrugge senza pietà e senza motivo, lasciando i frammenti sparsi sul pavimento come traccia del loro passaggio.

Al suo ritorno Anny constata con dolore la portata e la violenza estrema di quel gesto sui reperti affettivi della sua memoria, mentre suo nipote Augusto cerca in qualche modo di ricomporre le parti della carta e di consolarla.

All'improvviso Anny comincia a sentirsi male, si siede sulla poltrona, in preda a un violento attacco di cuore. Tutto sembra perduto, suo nipote non ha voce e non ha modo di chiamare aiuto.

Il palazzo in quel momento è deserto. Quando...

Note di Regia

Questo lavoro è nato e si è sviluppato per gradi, fin dal suo primo seme, che doveva orientarsi sulla tematica del riciclaggio, per un contest dell'anno 2013 al quale non ha più partecipato. Le due parti fondamentali nelle quali è diviso Promenade fatale, vedono sempre una coppia di personaggi che opera in relazione dello stesso ambiente: i due ladri, nell'atto clandestino della profanazione degli oggetti dell'intimità e della memoria di Anny, inquadrati fin dal loro primo istante di apparizione come esseri gelidi ma anche nel contempo distinti, insospettabili. Automi senza anime, dal meccanismo impeccabile, armonico ed esplosivo.

La loro salita sulle scale, le loro espressioni, il loro ingresso nella casa, appaiono come una sorta di oscuro rituale, che vede nella frammentazione di quei ricordi, accompagnata dalle stesse voci che hanno scritto nel tempo quelle parole (i voice over sono di Paolo Ricci e di Giusy Ricchizzi), una sorta di zenit, di punto di non ritorno che non giustifica più la loro presenza all'interno della casa.

I due ladri hanno comportamenti e nature diversi. Quello che porta i fiori, il ladro che è interpretato dall'attore Stefano Sarra, sembra quasi ipnotizzato e assorbito nel suo percorso metodico di infrazione. I suoi gesti sono legati in primo luogo alla sistemazione dei fiori dentro un vaso, all'ossessione perché siano esposti e composti in un certo modo, sul tavolo ancora in ordine della stanza da pranzo di Anny. Per il resto è solo un testimone, una parte passiva e contemplativa di altre dinamiche. L'altro ladro, interpretato da Alberto Testone, appare fin dall'inizio molto più determinato e incisivo, sia nella gestualità, che nelle espressioni mutanti e misteriose, che lo murano dentro quel suo compito atomico e distruttivo.

Queste due figure fanno da contrappunto a quella più solitaria e sognante di una bambina, interpretata da Federica Gaia Giovagnoli, la quale, durante la fase incursiva e distruttiva dei due sconosciuti nell'appartamento di Anny, saltella come in un piccolo musical di un altro tempo, fuori al suo balcone, ignara di quello che accade, e ancora velata dentro la luce del pomeriggio. Nella seconda parte del film, ai personaggi dei due ladri, si contrappongono quelli di Anny, interpretata da Sabrina Iorio, e di suo nipote Augusto, Fabio Pasquini, i quali entrano con grande timore e circospezione dentro la casa trovata con la porta aperta e il lampadario vacillante, vivendo e interagendo nello stesso ambiente profanato, come creature indifese e solitarie, di una specie diversa dalle precedenti, descritti e ritratti in una reazione implosiva allo stato verificato delle cose. Anche le stanze della casa in quel momento diventano altro, sono soffocanti, senza aria, così come incominciavano a esserlo verso la fine della prima parte per il ladro che sistemava i fiori, quando era costretto ad allargarsi il nodo della cravatta.

Nella seconda parte la casa di Anny diventa il teatro di una disfatta, una sorta di creatura silenziosa e indifferente che mostra alla donna e al nipote le sue viscere sparse e le sue zanne, apparato lunare e indifferente, come appare d'altro canto il mondo della bambina immersa nel suo gioco solitario, che continua a saltellare in contrappunto alle due nuove figure ferite, come un giovane cerbiatto.

Il gioco delle parti in moto e il successivo svolgimento e sviluppo della storia, pur se concentrato in ambienti circoscritti e ancora comuni, è stato organizzato cercando di mantenere viva l'intensità e la ritmica interna delle situazioni drammatiche, con scelte fotografiche e sonore mirate a far sì che il percorso più intimo ed emozionale dei personaggi, si intrecciasse all'economia pura dell'azione, in un oculato e complesso equilibrio di impressione dei sentimenti ed espressione chiara dei fatti e misfatti descritti.

Considerazioni

Se avessi dovuto immaginare, quella notte di inizio estate in cui non riuscivo a prendere sonno per via del Contesteco 2013, di tutto quello che poi si sarebbe smosso, davvero avrei sorriso e avrei confuso quell'immaginazione con uno scherzo di pessimo gusto, un sogno impossibile.

"Promenade Fatale" è nato così: per quella sottile fastidiosa frizione, e causa feroce d'insonnia, legata alla difficoltà di trovare un tema e un plot credibili ed adeguati a un concorso orientato sul riciclaggio. Con Fabrizio, già vincitore del primo premio nella scorsa edizione 2012, ci eravamo arrampicati già per qualche pendio, ma nessuna di quelle strade ci convinceva: trattare di un tema ecologico in modo davvero originale, (in)credibile e che ci divertisse e che non si uniformasse troppo ai canoni e ai soliti luoghi comuni, non era affatto semplice. Come non era affatto semplice adeguare la struttura di quel plot, ancora inesistente, a una produzione a budget 0, dal momento che lo short movie era destinato a un concorso, ciascuno doveva quindi strutturarlo con le proprie forze, e in quel momento le uniche forze su cui potevamo fare affidamento erano le idee, ma anche quelle barcollavano e sapevano della stessa consistenza di quel budget del tutto inesistente. Dovevamo quindi tenere conto di varie condizioni:

1) fedeltà assoluta al tema del riciclaggio della carta
2) il fatto che non c'era un solo euro da investire
3) l'originalità.

Questi tre aspetti erano i lati di un triangolo delle Bermuda, che quella notte di cui scrivo aveva circuito la mia postazione, risucchiandomi nei suoi fondali, con tanto di bambolina galleggiante in superficie.

Quando: credo fu solo all'alba che decisi di voltare pagina, abbandonare tutti i tentativi, i piccoli appunti che avevo conservato, dopo averne discusso a lungo con Fabrizio, e dare spazio a quella strana falena che mi stava sbattendo dentro, all'improvviso, in quella lunga nottata di insonnia, dove stavo riciclando parte del mio equilibrio psichico, come la carta straccia di una storia ancora invisibile. L'insetto falena mi parlava di una donna, una donna sola. E già questa partenza aveva un sapore diverso, da tutto quello che avevo rodato e sperimentato prima di quel momento. Una donna sola e una casa. Una donna sola in una casa con un nipote sordomuto. Una casa in estate, nella controra, era questo il primo impulso. Anny, era il nome della donna.

Nella casa di Anny erano conservate tutte le sue lettere d'amore, quelle che aveva ricevuto e quelle che aveva a sua volta spedito e poi conservato, forse perché la distanza di quel grande amore si era annientata e le carte che dovevano unire due persone lontane, adesso avrebbero occupato i cassetti di una stessa casa. Queste lettere erano conservate con la massima cura, come se fossero qualcosa di vivo, di pulsante. Anny le raccoglieva in alcuni nastrini colorati, a piccoli gruppi, con la premura di una scolara prima della classe, attenta che non si sgualcissero. Erano quello Anny, erano diventate la sua vita. Queste ombre in agguato mi serpeggiavano e mi calmavano e mi agitavano nello stesso tempo, quando cercavo qualcosa in più, che smuovesse sullo stesso scenario quegli elementi e li ricongiungesse e li articolasse in uno sviluppo concreto ed efficace.

Una bambina, anche lei sola, come Anny. Una bambina sola fuori ad un balcone. Quel balcone si trova di fronte a quello di Anny. Ma la casa di Anny è vuota. Dentro, nel momento in cui si forma la storia, c'è solo qualche lucina accesa, che di solito diverse persone anziane lasciano per ingannare chi guarda da fuori, e lasciar credere che si è ancora in casa. La bambina gioca e nella casa di fronte il silenzio.

Ancora oltre una casa, una donna con un nipote sordomuto e una bambina sola, due uomini vestiti di nero che salgono le scale di un palazzo. Gli uomini salgono quelle scale ed entrano in quell'appartamento dalle lucine accese, ma vuoto. L'appartamento di Anny. Non trovano nulla di importante. Sono due ladri, che cercano danaro, oggetti di valore, ma trovano solo lettere d'amore dentro nastrini colorati, tutto quello che Anny aveva conservato e che verrà distrutto, senza pietà, senza un motivo. La casa di Anny ritornerà vuota, con il pavimento sommerso dai frammenti di quella carta liberata per sempre dai nastrini, come traccia sulfurea del loro passaggio.

La storia aveva preso piede. La stavo ascoltando come se ci fosse una voce misteriosa che me la narrasse. E adesso, mi dicevo? Una casa con della carta strappata, della carta strappata che comincia a parlare, a dire di sé, di quello che è stato un tempo e che le è stato sovrimpresso, di quel peso, di quel tormento, o di quella soffocante lacerazione tipica di chi si ama e si cerca da lontanissimo. Immaginando, nel buio, voci basse che parlavano e leggevano di quelle lettere d'amore distrutte e poi...il ritorno della donna, Anny, e la solitudine di suo nipote, sordomuto ma così attento a proteggerla, lungo il percorso dall'ingresso all'interno delle stanze, quando entrambi si accorgono della porta socchiusa, di un lampadario vacillante.

Da quel momento cerco di cospirare perché quella carta e quella donna si incontrino, ma tenendo sempre presente il tema oscuro e sotteso del riciclaggio, come un respiro sottile, che intanto spingeva e soffiava sul fuoco, fino a muovere e concludere tutta la sezione, con un finale, che non dico per evidenti ragioni e per non inciampare in uno spoiler.

All'alba tutto questo fermento, questi attriti, queste figure misteriose, delicate, irreali, presero forma e divennero "Promenade Fatale", un lavoro che è nato quasi dal nulla, e che abbiamo chiuso alla fine di maggio 2014, ad un anno esatto dalla sua nascita. Un lavoro che è nato per un contest a cui non ha mai partecipato, dal momento che la scadenza è stata anticipata in un momento dove ci risultava impossibile presentarlo, montarlo e armonizzarlo con quelle che erano le nostre intenzioni.

"Promenade Fatale" è stata un'avventura meravigliosa e indimenticabile, che ci ha messo in contatto con persone altrettanto meravigliose e indimenticabili, dal grandissimo talento, che si sono adoperate perché ogni sua parte vedesse la sua luce nel migliore dei modi e attraverso lo stesso sentimento doloroso e dolce che un pò lo ammanta e lo svela in controluce.

Ciascuna persona ha collaborato al progetto con uno spirito e una dedizione che mi hanno commosso. Sono entrati dentro questa storia ancora immersa in quella stessa insonnia delle sue origini, rianimando ogni sua zona più profonda e insondabile attraverso la generosità della loro arte.

Un'operazione del genere, senza un budget, sa un pò di miracolo. Tutte le volte che guardo e riguardo le diverse zone del film penso all'insonnia di quella notte, al riciclaggio della carta e anche alla speranza che "Promenade Fatale" trovi una sua destinazione e rifletta tutto l'amore, l'impegno e la delicatezza che ha ricevuto da tutti, senza distinzione di ruoli e di intensità, e che ritorni dentro la vita di ciascuna figura che lo ha amato e protetto, come quel piccolo aeroplanino di carta, in un pomeriggio di agosto...

I personaggi

Anny (Sabrina Iorio)

Il personaggio di Anny è il nucleo dal quale si diramano le trame e le sottotrame del lavoro. Il nucleo principale è il suo sentimento di solitudine, che viene amplificato dal ritrovamento di tutte le sue lettere d’amore distrutte, poco dopo l’ingresso di due sconosciuti nel suo appartamento, durante una sua assenza per una breve passeggiata. Una persona sola sfatta e addolcita dalla profondità dei suoi ricordi, Anny si annuncia in questa sua particolare fisionomia, sin dal suo ingresso timido e spaventato nel suo appartamento, ancora prima di constatare le conseguenze del fatto. Il suo ingresso è quello di una persona che non sta entrando più in una sua casa, ma in quella di qualcun altro, semmai in un luogo dove non si ha il diritto di accedere. Lo stesso vacillamento del lampadario, segna nel suo passaggio l’oscillazione di un confine interiore, il superamento graduale di una soglia o punto di non ritorno. Sarà questa la prima palpabile dimensione di isolamento e insieme di clandestinità che affiora nel suo viso mentre avanza nel corridoio: il non riconoscere più i profumi, le luci, il calore di un luogo amato perchè custode di cose e di ricordi amati e distrutti. Forse Anny è già consapevole, fin dai suoi primi passi nella casa, che qualcosa di profondo sia cambiato. Lo si evince da una consapevolezza diversa nel suo sguardo e nei mutamenti delle sue espressioni, qualcosa di telepatico e di irrazionale, che la rende già ferita ancora prima del colpo.

Il nipone di Anny (Fabio Pasquini)

Augusto è l’altro protagonista della nostra storia, il nipote sordomuto di Anny, che assiste e consiste di quest’impotenza di fronte al misfatto subito e ormai compiuto, nonostante tutto il suo impegno e la sua volontà di porvi un riparo. Il suo mutismo non gli impedisce di esprimersi e di interagire dentro le ombre sparse di quel dolore. Le sue dita sui frammenti di carta diventano parte delle sue parole, della sua voce, che si sente in ogni risonanza mentre tenta la composizione impossibile delle parti distrutte. Il nipote di Anny non può prevedere o comprendere che cosa vi sia dentro quelle lettere, ma allo stesso modo, per lo stesso contratto telepatico della zia a quei reperti, riesce a entrare in una precisa sintonia con la portata emozionale di tutta la situazione, diventando integralmente, e in ogni sua piccola parte, l’espressione complice e muta di una sua nuova voce, forse mai stata. La sua personalità si esprime quindi in lieve contrappunto, cercando di fare scudo al dolore di Anny, pur nella sua fragilità. E forse la sua forza è proprio quella di farsi avanti da solo, così come avviene nel corridoio, dentro la soglia ombrata di questo dolore, che rende zia e nipote muti allo stesso modo.

Ladro senza i fiori (Alberto Testone)

Operando questa sottile e singolare distinzione per analizzare i personaggi dei due ladri, introduco in automatico la loro diversa collocazione. Il ladro senza fiori è il soggetto agente, l’automa che appare come quello tra i due senza cuore, il quale conduce il gioco. Fin dai primi impulsi nelle scene, è quello che impartisce piccole indicazioni al suo complice, piccoli cenni del capo o movimenti impercettibili del corpo, per fare strada al suo disegno oscuro e implacabile di violazione. La sua guida, all’interno della casa, si scioglie in un’ispezione solitaria, quanto accurata e seriale, tipica di un essere disabitato. Il ladro senza i fiori, sarà quello tra i due che distruggerà con ferocia tutte le lettere di Anny, non prima però di averne aperte una, e di essersi soffermato, anche se solo per qualche secondo, a tastarne il potere stregante di incanto e di lontananza.

Ladro con i fiori (Stefano Sarra)

Questo personaggio ha anche lui una sua particolare dose di mistero. Contro la sicurezza metodica del complice, in questo caso prevalgono sfumature ossessive, come quelle di chi è immerso dentro l’ortodossia di un rituale antico al quale non gli è dato sottrarsi. Prima dell’ingresso nella casa di Anny, la sua esecuzione è impeccabile e ben congegnata. I suoi tempi sono perfettamente sincronizzati a quelli del suo compagno, così come i passi in salita sulle scale, i tempi del loro percorso o il sabba di quella “promenade fatale”, dalla strada all’interno del palazzo. Ma una volta dentro i due affluenti si diramano in stadi e regioni lontane: il ladro con i fiori si occuperà di sistemarli con premura nel loro vaso, disponendoli con premura sul tavolo nella stanza di Anny, nello stesso momento in cui avviene la distruzione delle lettere d’amore. Un contrappunto insolito, per moto contrario, che riveste di dolore e di colore, quanto di maggiore mistero, l’apparizione e relativa sparizione dei due personaggi in nero nella storia.

Bambina sul balcone (Federica Gaia Giovagnoli)

Il personaggio della bambina sul balcone ha una valenza simbolica e insieme magnetica: la pulsione di un elemento chiave e demiurgico, che attrarrà nella sua innocenza e relativa indefferenza agli eventi il destino di Anny, ricongiungendo nel silenzio del gioco i fili sparsi della nostra storia. Il suo moto saltellante, da vecchio musical, con cui passa il suo tempo in solitudine sul suo balcone, contiene dentro di sè, ma senza nemmeno saperlo, le stesse leggi che regolano le lunazioni e le maree, che sfumano le eclissi e disperdono le costellazioni, a cavallo tra la mitezza di una flanerie e l’estasi di una piccola danse macabre. Questo particolare ruolo del suo personaggio, ci ha fatto riflettere molto sul tipo di fotografia con cui metterla in relazione con gli altri piani della storia, in modo da scorporarla dagli eventi ordinari ma senza dissociarla troppo. Una sorta di equilibrio molto delicato, che ci ha appassionato nella ricerca di un suo luogo altro protetto dalla prima luce del suo disegno.


- Il trailer ufficiale

- IL FILM

- Il Backstage

- Locandina

- La Sceneggiatura originale

- Tutto il cast artistico

- Tutto il cast tecnico

- "Promenade Fatale" su imdb.com

- 07/09/2014: "Promenade Fatale" partecipa ad ARTEr.i.e. 2014

Il progetto in sintesi


Giorni di shooting4 (giugno-luglio 2013)
LocationRoma
Budget250,00 euro
Cast artistico2 attrici, 3 attori
FormatoFullHD
MDPCanon 5d mark II
Stato attualeterminato



















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